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BIM 2.0: dal modello ai dati, perché riguarda studi, professionisti e stazioni appaltanti

“BIM 2.0” si legge ovunque, ormai da diversi anni; di solito nelle presentazioni. Conviene chiarire subito una cosa: non è una norma e non è un software. È lo slogan, ma con cui si descrive un passaggio reale, cioè lo spostamento del baricentro del BIM dal modello al dato. Non più, o non solo, la consegna di un file tridimensionale a fine progetto, ma la gestione di informazioni strutturate, aperte e verificabili lungo tutto il ciclo di vita dell’opera.

Il tema non è accademico. Con l’obbligo del BIM negli appalti pubblici sopra i 2 milioni di euro, le Linee Guida MIT sulla gestione informativa digitale e la diffusione della ISO 19650, il modo in cui si producono e si scambiano le in…Continua a leggere su Edilportale.com]]>

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